Al di qua del muro: l'infinito
L’opera proposta è una installazione di sculture in ceramica Raku, risultato ultimo del percorso di arteterapia con l’argilla sostenuto dai pazienti ospiti del Gruppo Atena. Un luogo residenziale di cura e riabilitazione fondato dal Dott. Ferruccio Giovanetti nel 1992, che accoglie persone con disturbi o malattia mentale che stanno affrontando un momento di difficoltà e non possono o non sono in grado di provvedere a loro stessi, temporaneamente o in maniera continuativa.
L’atelier di arteterapia con la ceramica Raku del Gruppo Atena, ideato e diretto dall’artista e arteterapeuta Paola Zago, nasce nel 2022 con il finanziamento e il sostegno del Dott. Ferruccio Giovanetti, e con il contributo del Garante dei Diritti dei Detenuti della regione Marche. Situato a Macerata Feltria vi partecipano quattro gruppi composti da otto - dodici pazienti ciascuno di diverse strutture: Rems (Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza) Casa Badesse, SRP1 le Badesse di Macerata Feltria, il Molino Giovanetti assieme al Serenity House di Montegrimano Terme, e la struttura Atena di Monte Cerignone.
“AL DI QUA DEL MURO L’INFINITO”
Guidami Tu, Luce gentile,
attraverso il buio che mi circonda,
sii Tu a condurmi!
La notte è oscura e sono lontano da casa,
sii Tu a condurmi!
Sostieni i miei piedi vacillanti:
io non chiedo di vedere
ciò che mi attende all’orizzonte,
un passo solo mi sarà sufficiente (…)
John Henry
Newman
Applicando la filosofia del
kintsugi con il tema scelto per l'anno 2024 sul viaggio, la poetica dell’opera
scultorea emersa evidenzia l'importanza dell'unicità e le ricchezze della
persona in qualsiasi luogo o situazione si trovi. Nell'installazione il tema
sviluppato osserva il naufragio dei viaggiatori ponendo però l’attenzione
sulla possibilità di riprendere il viaggio, guidati dalla luce delle stelle che
diventano la nuova bussola, chiamata esperienza.
Il viaggio intrapreso, quindi, non
è in terre lontane e sconosciute ma al di qua di muri e cancelli che dividono,
separano la vita di alcuni viaggiatori con il resto del mondo.
I muri e cancelli, non sono degli ostacoli ma la possibilità di fare esperienza di riparazione e rigenerazione dell'anima, del cuore e del corpo, purtroppo naufragati nel destino dell'esistenza.
I viaggiatori orientano nuovamente la bussola della vita, con la consapevolezza di poter vivere nuove destinazioni, nuove trasformazioni. Ecco che la luce appartiene a questo nuovo cammino guidando i viaggiatori verso la gioia di vivere.
CA. NI. “IL LIBRO”
Nella mia opera è
raffigurato il libro della mia vita, nelle cui pagine è inciso il timone come
simbolo della guida verso la retta via e al contempo la rosa dei venti che
simboleggia come un’altra possibile direzione indicata.
PA. MA. “IL MIO VIAGGIO”
Ho realizzato questa
lastra in argilla modellando una casa, un uomo e un cuore: questo è il mio
viaggio. Mi è piaciuto molto realizzarlo.
La mia bussola è una stella e indica il viaggio tra Gambia e Italia. Mi mancano molto le mie palme. Esse rappresentano la foresta.
MA.
AN. “L’ABBRACCIO”
Quest’opera rappresenta una partenza,
l’allontanamento di due persone. Questo implica sofferenza ma allo stesso tempo
può essere motivo di crescita personale e arricchimento. Da una crepa può
nascere un legame ancora più profondo, tutto sotto l’auspicio di una buona
stella.
MA. EM. “LA RINASCITA DELLA FENICE”
Una parte dell’opera
rappresenta il viaggio e un naufragio raffigurati dalla bussola e dall’orologio
aggiustati attraverso la tecnica del kintsugi, l’arte giapponese di riparare le
crepe con l’oro, l’arte delle preziose cicatrici. Un’altra parte dell’opera c’è
una clessidra che rappresenta il tempo e la fenice che ci dice che tutto si
aggiusta, portando la rinascita e la nostra nave può continuare il su viaggio.
ZA. OM.
“NAVE DEL SAHARA”
In Sudan si trovano i
cammelli chiamati “nave del deserto”. Fanno lunghi viaggi nel Sahara. I
sudanesi mangiano la carne del cammello e quindi questo animale è molto
importante per noi perché ci aiutano nella vita e nella salute.
OM. BE. “LIBERTA’ AL
PENSIERO”
Delle volte siamo costretti a non condividere i nostri pensieri per paura di essere giudicati, sentendoci appesantiti psicologicamente.
VE. LU. “IL SOGNO DEI DESIDERI”
In questo manufatto
ho rappresentato un bambino che tiene in mano delle stelle come fossero dei
palloncini da offrire ad altre persone per poter esprimere il loro desiderio. A
fianco un cassetto il segno del desiderio che ogniuno di noi tiene nascosto
CA. RO. “VIAGGIO INTERIORE E MATURAZIONE”
Nella mia opera è
presente una stella, la stella polare, come guida di un cammino che si evolve
nel tempo, come si evince dalla costruzione dell’orologio a pendolo. Il simbolo
della trasformazione che avviene è rappresentato dalle stagioni (autunno, inverno,
primavera, estate) che in quest’ordine indicano come si passi gradualmente da
una situazione di precarietà (autunno) e attraverso le varie fasi, si raggiunga
la maturazione (estate) che può essere vista anche come una maturazione
interiore.
MA. MI “UNA
MACCHININA CHE VA’”
Con la mia opera ho
voluto rappresentare un’automobile che per me simboleggia il viaggio, un
viaggio alla scoperta del nuovo.
MI. PI. “IL CAPITANO”
La barca ancorata rappresenta una figura di riferimento forte che non c’è mai stata. Adesso dato che sono un giovane uomo devo prendere di riferimento me stesso essendo più forte che mai e arrivare ai miei obiettivi
DE.CA “UN CUORE SPEZZATO”
Quest’opera
rappresenta un organo vitale. In passato ho affrontato un dolore da me commesso
con cui convivo tutti giorni. La ferita che avevo aperta, attraverso la
ceramica raku e il kintsugi sono riuscita a farla diventare una cicatrice, che
comunque rimarrà per sempre. Ad oggi il cuore si è illuminato grazie a chi mi
sta aiutando.
GI. CA. “LA BARCA DELLA FELICITA’”
La barca rappresenta me stesso con tutta la mia famiglia e i rami secchi rappresentano il mio essermi perso e adesso stanno germogliando come me che mi sto dando un’opportunità per vivere bene in un modo sano passo dopo passo.
LU. AS. “L’AMORE INFRANTO”
L’opera rappresenta un amore impedito di una ragazza e un ragazzo interrotti della vita sociale per dei problemi più grandi di noi stessi, adesso rimettendoci in carreggiata sogno un amore più che mai, con la paura più che mai di rimanere solo. Quindi sogno più che mai un amore, ma anche rapporti sciali sani.
DA. SI. TR. “LA PORTA DEL CIELO”
È un ragazzo che con
il tempo sta diventando un uomo. Lui è pronto a passare oltre la porta che lo
condurrà a fare questo viaggio nel tempo. Lui potrà scegliere la sua
destinazione, potrà scegliere quando e dove potrà ricomparire. È l’inizio di un
lungo viaggio, perché lui si è perso in cielo. Qualcuno gli ha dato
l’opportunità di vivere un’altra volta. Ho voluto rappresentare questo
personaggio perché spero che un giorno potremmo tutti viaggiare in questo modo,
scegliendo una destinazione nel mondo. Scegliendo noi la nostra età e facendoci
concedere una seconda chance. La porta del cielo è vista come un privilegio
perché solo quelli che hanno finito il viaggio della vita potranno fare questo
passo. Lui è tornato giovane dopo essere stato vecchi. È la sua opportunità per
vedere il mondo con altri occhi. (ho scritto una canzone per quest’opera)
AN. DI. “LA CASA DEI
MIEI DESIDERI”
Quest’opera
rappresenta la casa che non ho mai avuto. Nel mio viaggio ho avuto la sfortuna
di non poterla avere perché non avevo nessuno e nessuno mi ha aperto la porta.
Ogni tanto avevo “una casa” diversa in cui stare ma non mi sentivo ma accolta
come in una famiglia perché non mi apparteneva. Non ho una vera e propria casa
ma me la voglio costruire una tutta mia.
GI. TA. “SOGNI
INFRANTI”
In quest’opera cogli in pieno i miei vissuti. I miei viaggi sono stati come questo galeone, che ha subito una grossa crepa, la droga, portando con sé troppi pesi, sconfitte, un po' come se avessi l’acqua alla gola. Quindi il lavoro rispecchia me stesso. Il punto di rottura c’è stato quando sono stato arrestato e portato qui ma questa ferita o le altre ferite posso riaggiustarle come ho fatto nell’opera, comportandomi da persona nuova e brillante, come la stella che ho messo sul galeone, una parte fuori e una parte dentro come quei riflessi che avevo senza drogarmi. Ho paragonato questo viaggio con la mia vita in modo che questi anni tristi si siano riparati. Oggi ne sono convinto.
La mia stella mi segue,
rappresenta la chiesa del popolo e la vorrei condividere con i cittadini. La
rottura con l’oro manifesta l’unione fra terra e cielo, tra bene e male.
LO. BO. “NELL’AVVERSO, IL PERFETTO”
Quest’opera rappresenta un veliero in balia delle calamità in mare. Oramai andato perso, i marinai cercano di ritrovare la propria meta, non badando a spese, in fatto di energie. Tutto ciò per arrivare alla famosa isola del tesoro, anche questa persa nei mari e quasi impossibile da cercare. Il veliero ha vele viola, è verde metallico lo scafo e i pezzi del tri-vela color marrone. Con il kintsugi usato per ultimarlo, immaginiamo dei fulmini che vanno a rompere le vele arrestando però di poco la corsa verso l’isola.
MA. TU. “LA NAVE IN MARE”
Quest’opera
rappresenta la navigazione in mare in tempesta per un lungo periodo. In questo
mare con la mia nave ero in viaggio con la mia ragazza, che dopodiché tra noi
c’è stata una rottura. Ho affrontato questo viaggio con gioia ma dopo con tanto
dolore. Adesso con la tecnica del kintsugi, sono riuscito a chiudere quella
ferita ed adesso è diventata una cicatrice.
Quest’opera rappresenta il ciclo
della vita in alta marea e la trasmissione dei pensieri verso una persona cara.
Una persona messa sotto pressione dalle vicende della vita, ha cercato il suo
salvataggio
MA. BO. “LA CASA CHE VORREI”
In questa mia opera ho voluto rappresentare la casa che vorrei, immersa nella natura illuminata da un bel sole. Il cielo è stato aggiustato con l’oro che manifesta la speranza di vivere in una casa come questa.
OPERA ESEGUITA A PIU’ MANI. “IL MURO”
Questo bassorilievo rappresenta il muro, un confine che non è più sinonimo di separazione ma la volontà di edificare il NOI. Consente lo scambio tra l’interno e l’esterno, tra gli autori dell’opera e lo spettatore e viceversa. Un muro, quindi, “poroso” che consente il transito, consente l’ascolto dell’esperienza dell’altro.
AD. TO. “IL VIAGGIO”
Ho scelto di rappresentare un viaggio che ho fatto tanto tempo fa. Mi è piaciuto molto quel posto, mi ha affascinato molto, anche se ora non ricordo il suo nome, ma era molto bello. Non so il perché, ma quando passo nelle autostrade e autogrill Abbruzzesi mi fa questo effetto, specialmente le gallerie, sono belle. le montagne verdi, le strade asfaltate mi hanno fatto un effetto di gioia.
CL. CA. “SPIRITO DI DONNA”
La mia opera
rappresenta la donna più importante per me, resa spirito dalla vita. Io,
Claudio, cerco di far vivere nella mia memoria la mia donna e mostrare la sua
vita rappresentandola in argilla.
ET. KR. “CAMPO ARTISTICO”
L’artista non desidera riportare nessuna motivazione o significato dell’opera
MI. AL. DE. DU. “LUMEN CRHISTI”
L’opera che qui voglio rappresentare, raffigura non solo una croce ma anche una tunica. La tunica di un monaco che si è recato in una terra misteriosa a predicare la Buona Novella. Come potete notare, la veste del monaco è lacerata. La sua rottura è causata dal naufragio che ha subito l’imbarcazione sulla quale viaggiava il frate. Queste rotture, tuttavia, rispecchiano tutte le nostre fragilità e le nostre debolezze. Sia esse visibili che invisibili. Ma grazie al nostro totale abbandono alla divina provvidenza veniamo da essa sanati, ricomposti (attraverso l’arte del kintsugi). La bellezza di questa cucitura, con il filo d’oro, produce gioia e vita senza fine.
Ho voluto rappresentare un sole spento, che è quello che resta di me e il ricordo dei miei vent’anni e di otto anni felici nei quali ero diventato più caldo del sole e mi sono fatto strada da solo fino a Montreal a 28 anni dove è finito il sogno e penso che sia più triste che moriva il sogno che morire realmente. Il sole nero è il buio è spento oramai. La cicatrice d’oro sta ad indicare il segno che ho lasciato in quella fascia d’età che rimane per le amicizie, lo stato di salute ecc.
Affrontare le difficoltà, i pericoli e le necessità nell’amore della fede, che Gesù ci dà e che per noi ha sofferto fino alla morte in croce, per la sua passione offerta per noi. Ho realizzato quest’opera per dare un messaggio di speranza alle persone che l’hanno persa. È importante ricordare che tramite la fede di Gesù si può ritrovare la retta via e intraprendere un cammino di pace e di fede. La croce sofferta alla passione di Cristo. La Bibbia rappresenta il pellegrino che segue la parola di Cristo risorto. Per ultimo l’opera simboleggia il conforto e la sanificazione nel cuore di ogni uomo.
MI. AN. “NATURAL-MENTE”
Il mio lavoro è una donna dagli occhi verdi magnetici, che rappresentano intensità, profondità, qualcosa di ipnotico. Le foglie al posto dei capelli sono i pensieri, le idee e le vicende che ci appartengono nella quotidianità. Le rose dalla bocca, perché nonostante le avversità da quella bocca escono solo pensieri gentili e gratitudine verso l’universo perché nonostante mille ostacoli la vita è pur sempre meravigliosa.
LI. RI. “LA MONTAGNA
RINATA”
La montagna rinata, rappresenta uno dei naufragi più complessi in cui mi sono imbattuta. Il naufragio è rappresentato a sinistra con un uomo ormai rassegnato, inginocchiato, attende. Finalmente gocce d’acqua precipitano sull’uomo portandolo alla rinascita. Un lago a destra con un cuore finalmente in pace su una zattera. Il viaggio è lungo e tortuoso, ma è bellissimo.
MI. GA. “LA SPERANZA”
Una donna reduce da un naufragio, approda in un’isola dove c’è solo lei e per non impazzire costruisce una croce che mette in un laghetto da lei scoperto e lì immersa nell’acqua prega e parla con questa croce che in un certo senso gli fa compagnia e spera di essere ritrovata.
CL. CA. “ARMATURA
SPIRITUALE”
Questa mia opera è caratterizzata da molti strumenti che servono come armatura spirituale e fisica per combattere le intemperie maligne della vita. Il viaggiatore è il futuro, libero dal male, vive nel bene e nella sapienza.
DA. CE. “VIAGGIO TRA LE STELLE
E LO SPAZIO”
Il
mio viaggio rappresenta una persona che durante tutti i suoi viaggi nello
spazio e nel tempo ha incontrato persone normali, persone diverse ma è ancora
confuso su chi lui sia e se ha abbandonato la sua famiglia nonostante ci sia
sempre stata per lui. in ogni caso qualche stella l’ha già incontrata ma se
deve essere sincero dall’incontro con le stelle ne è rimasto turbato e deve
decidere se continuare il viaggio o accontentarsi.
MI.
PI. “TENERA LUCE”
Il viaggio è un naufragio, è un pugno di luce per raggiungere l’ideale di una donna salvata. L’opportunità di realizzarsi in un sogno, passando tra i ricordi oscuri della mente
PA. VE. “IL VIAGGIO DI
DANTE”
L’opera rappresenta
il viaggio di Dante nei tre regni dell’aldilà. All’inizio Dante dice di
trovarsi in una selva oscura, che simboleggia il peccato. Uscendo dalla selva,
Dante si trova ai piedi di un colle, illuminato dal sole. Dante inizia a
scalare il colle, quando tre fiere, una lonza, un leone e una lupa gli si fanno
incontro impedendogli di proseguire e respingendolo ai piedi della selva. Dante
cade preda dalla disperazione quando sul colle compare l’anima di Virgilio,
dicendogli che per liberarsi dal peccato deve percorrere i tre regni dell’oltre
tomba, cominciando dall’inferno proseguendo per il purgatorio e infine passando
per il paradiso.
MA. DE. BI. “IL KINTSUGI SALVA LA MIA BARCA”
Lo yacht che rappresenta la portantina della mia famiglia che ad un tratto si rompe per avere tutti quanti degli elementi preziosi per una continuità. Ci sono elementi preziosi e arrivabili. Ad un certo punto si rompe il motore e i miei parenti usufruiscono del fatto che ci siamo stati e che a tutti i costi traiamo dei benefici.
Un progetto a cura di:
Paola Zago, arteterapeuta artista, ideatrice e
curatrice, con la direzione artistica del progetto
Miriam Angelini, Educatrice professionale responsabile
gruppo Rems
Giada Marcelli, Educatrice professionale responsabile gruppo
Srp1
Michele Alberto Del Duca e Lidia Rimini,
Educatori professionali responsabili gruppo Molino Giovanetti – Serenity House.
Equipe di riferimento:
Lucia Paci responsabile
amministrativo del progetto, Martina Forlani psichiatra, Mariarosaria
Squillacioti psichiatra, Antonio Nigro psicoterapeuta, Cristina Manenti, Agnese
Pierleoni psicoterapeute, Andrea
Lepretti direttore Rems, Andrea Paci collaboratore-allestitore






































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